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La funzione di separazione esercitata dal geotessile permette inoltre una riduzione dello spessore
del materiale di riporto, dovuto proprio alla non dispersione degli elementi della fondazione nel
terreno di sottofondo.
La barriera costituita dal geotessile consente il passaggio di acqua senza un notevole dilavamento
e asportazione di particelle fini.
Altra importante funzione assegnata al geotessile è quella di rinforzo attraverso la quale il geotessile
migliora le caratteristiche meccaniche del terreno con il suo funzionamento a trazione,
aumentandone la portanza.
La funzione di rinforzo si può attribuire fondamentalmente a:
un migliore confinamento degli aggregati e conseguentemente ad un aumento della
capacità di distribuzione dei carichi:
all’impedimento dell’instaurarsi di fenomeni di rottura per punzonamento localizzati nel
sottofondo;
alla riduzione del carico sul sottofondo mediante un effetto membrana.
Nel caso in cui al geotessile venga richiesta principalmente un’azione di rinforzo, esso deve essere
scelto e dimensionato in maniera opportuna in relazione alla condizione del terreno in cui viene
impiegato ed ai carichi di progetto.
I geotessili “non tessuti” sono strutture piane composte da fibre sintetiche disposte casualmente e
coesionate con metodi meccanici (agugliatura) o termomeccanici (termosaldatura). Essi sono
storicamente i primi materiali dell’industria tessile introdotti con largo impiego in opere di
ingegneria civile geotecnica.
Lavori di realizzazione nuova pista Aeroporto Marco Polo – Venezia. Prodotto Typar SF